
// Le n(u)ove muse
Un modello di teoria logogenetica-gravitazionale della composizione
[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dal silenzioso gene del linguaggio (Foxp2), alla robotica musicale, dalla teoria del caos fino a parallelismi con lo spaziotempo di Einstein e al bosone di Higgs, risulta possibile ipotizzare l’esistenza di un logobosone del linguaggio e si dimostra come una qualsiasi composizione musicale risulta traducibile in un sistema elicoidale simile a quello del DNA con una genesi logogravitazionale. Il mondo teorico esposto in queste pagine si fonde con quello reale nella sua interezza, viaggiando nel parallelismo esistente tra la musica e le scienze più diverse.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][youtube video_id=”ggLK8Prgqm8″][/vc_column][/vc_row]

// L'Autore
Giuseppe Monetti si è diplomato con il massimo dei voti in Composizione nel 2013 e in Strumentazione per banda nel 2012 presso conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli. Ha studiato Lettere moderne all’Università “Federico II” di Napoli ed ha conseguito nel luglio 2016 la Laurea Magistrale in Musicologia presso “La Sapienza” Università di Roma. Attualmente insegna nei Licei Musicali sia Teoria, Analisi e Composizione che Storia della Musica. I suoi interessi si rivolgono alla teoria, analisi e composizione, alla musicologia e alla musicoterapia. I suoi brani sono stati eseguiti di recente nella Notte d’arte di Napoli, nel convegno internazionale di studi su G. Da Venosa, nella Festa Europea della Musica presso il conservatorio di Napoli negli anni 2011-2013. Le sue composizioni sono state eseguite dal gruppo La.Vi.Co., coordinato dal M° G. Panariello, dall’Ensemble Klang Essenz di Jena (Germania) e dall’Orchestra San Giovanni diretta dal M° Keith Goodman. Ha partecipato a seminari e master di composizione con i maestri Giacomo Manzoni (Milano), Steven Rosenhaus (New York) e Michael Levinas (Parigi).