
// Sociorama
La cultura delle gang
Di cosa parliamo quando parliamo di devianza giovanile? In un momento di allarme sociale per baby gang e culture giovanili spesso poco comprese, torna, ritradotto, Ragazzi delinquenti. Testo tra i più citati e utilizzati al mondo, è largamente conosciuto anche tra i non addetti ai lavori, proprio perché ha rappresentato il primo tentativo di formulazione di una teoria subculturale della delinquenza.
Questo studio, espressione della società statunitense degli anni Quaranta e Cinquanta, mette in connessione il gruppo, le identità, la classe sociale, elementi centrali che producono la “frustrazione da status” e la spinta a costruirsi un nuovo modello sociale subculturale, con proprie regole e norme, dove le cose percepite altrove in maniera negativa acquistano valore positivo, attraverso la nota “formazione reattiva”.
Dinamiche che parlano ancora al presente, e che rendono Ragazzi delinquenti una lettura attuale e necessaria.

// L'Autore
Albert K. Cohen (1918-2014) ha studiato sociologia presso l’Università dell’Indiana, dove ha avuto come maestri Edwin H. Sutherland e Robert K. Merton, e ha conseguito il titolo di dottore di ricerca presso l’Università di Harvard. Ha insegnato sociologia e criminologia prima all’Università dell’Indiana e poi all’Università del Connecticut.Nel corso della sua carriera ha pubblicato pietre miliari nello studio della devianza come Ragazzi delinquenti e Controllo sociale e comportamento deviante. È stato vicepresidente dell’American Society of Criminology che gli ha conferito il prestigioso Edwin H. Sutherland Award nel 1993 per i suoi eccezionali contributi nella teoria e ricerca criminologica.