Memorie di classe

Preistoria e sopravvivenza di un concetto
A cura di: Emiliano Bevilacqua, Marco Antonio Pirrone
Autore: Zygmunt Bauman


ISBN: 978-88-31222-26-6
Pagine: 316
Formato: 15 x 21 cm

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La memoria è la sopravvivenza della storia: incorporata nel linguaggio fornisce gli strumenti per comprendere il presente e agire in esso secondo la volontà e gli obiettivi di individui e gruppi sociali. Ma in situazioni di rapido e intenso cambiamento quali quelle che le società occidentali, e via via tutte le altre, hanno continuato a vivere dai tempi della rivoluzione industriale, il potente ausilio della memoria può trasformarsi in ostacolo.

Applicata al concetto – e alla realtà – delle classi, questa che è la tesi centrale del libro di Bauman consente di effettuare la sintesi dei risultati ormai acquisiti di tutta una serie di ricerche: dalle analisi di Foucault sul potere disciplinare agli studi sulla crisi della razionalità nel capitalismo maturo di Habermas, passando per i contributi di F. P. Thompson e Barrington Moore, di Offe e Touraine, di volta in volta invocati da Bauman nella sua traversata di una storia di oltre due secoli, troppo a lungo irrigidita in schemi concettuali sottratti alla critica.

Riconducendo il concetto di classe agli usi storici che ne sono stati fatti, e dunque alla molteplicità dei soggetti che hanno espresso la propria identità e le proprie aspirazioni in questi termini, Bauman mette in evidenza uno straordinario effetto incrociato della memoria storica: quello per cui alle origini della società industriale la costituzione in classe avvenne in gran parte con gli occhi rivolti a un mitico passato artigiano, mentre nell’attuale fase neocorporativa la retorica classista dei garantiti rischia di compromettere definitivamente quel che resta di un’identità collettiva non più vissuta come tale.

A meno che – suggerisce in conclusione Bauman – le organizzazioni operaie non scelgano la strada più nuova e difficile del dar voce e peso politico alle sempre più vaste aree di nuova povertà delle società contemporanee.

Il testo contiene anche una intervista di Bauman rilasciata a cinque anni dall’uscita di Memorie di classe.

La classe in Bauman. Residuo della memoria o persistenza sociale?
di Marco Antonio Pirrone

I. Introduzione

II. Dal rango alla classe
Dalla gestione del surplus alla gestione della popolazione, p. 82; La nascita della fabbrica, p. 98; La ricerca del controllo totale, p. 108

III. L’autocostituzione della classe
L’unificazione assistita dal potere, p. 133; Memoria contro potere, p. 144; L’«economicizzazione» del conflitto di classe, p. 159

IV. La tendenza della società industriale

V. Il corporativismo e i suoi critici
Economicizzazione della politica, p. 194; Il corporativismo, o la politica simulata, p. 202; I limiti ultimi della politica economicizzata, p. 212; Classi divise o anime divise?, p. 227

VI. Nuove contraddizioni, nuove vittime
I limiti dell’ingegneria sociale, p. 239; L’ascesa e la caduta della crescita economica…, p. 246; … e alcune possibili conseguenze, p. 255; Il fenomeno della privazione cumulativa, p. 262; Ripoliticizzazione della politica, p. 271

Intervento. L’ineguaglianza cresce

Il conflitto di classe come processo culturale. Bauman e la genealogia della società globale
di Emiliano Bevilacqua

Bibliografia