
// Sociorama
Preistoria e sopravvivenza di un concetto
di Zygmunt Bauman (a cura di Emiliano Bevilacqua e Marco Antonio Pirrone)
La memoria è la sopravvivenza della storia: incorporata nel linguaggio fornisce gli strumenti per comprendere il presente e agire in esso secondo la volontà e gli obiettivi di individui e gruppi sociali. Ma in situazioni di rapido e intenso cambiamento quali quelle che le società occidentali, e via via tutte le altre, hanno continuato a vivere dai tempi della rivoluzione industriale, il potente ausilio della memoria può trasformarsi in ostacolo.
Applicata al concetto – e alla realtà – delle classi, questa che è la tesi centrale del libro di Bauman consente di effettuare la sintesi dei risultati ormai acquisiti di tutta una serie di ricerche: dalle analisi di Foucault sul potere disciplinare agli studi sulla crisi della razionalità nel capitalismo maturo di Habermas, passando per i contributi di F. P. Thompson e Barrington Moore, di Offe e Touraine, di volta in volta invocati da Bauman nella sua traversata di una storia di oltre due secoli, troppo a lungo irrigidita in schemi concettuali sottratti alla critica.
Riconducendo il concetto di classe agli usi storici che ne sono stati fatti, e dunque alla molteplicità dei soggetti che hanno espresso la propria identità e le proprie aspirazioni in questi termini, Bauman mette in evidenza uno straordinario effetto incrociato della memoria storica: quello per cui alle origini della società industriale la costituzione in classe avvenne in gran parte con gli occhi rivolti a un mitico passato artigiano, mentre nell’attuale fase neocorporativa la retorica classista dei garantiti rischia di compromettere definitivamente quel che resta di un’identità collettiva non più vissuta come tale.
A meno che – suggerisce in conclusione Bauman – le organizzazioni operaie non scelgano la strada più nuova e difficile del dar voce e peso politico alle sempre più vaste aree di nuova povertà delle società contemporanee.
Il testo contiene anche una intervista di Bauman rilasciata a cinque anni dall’uscita di Memorie di classe.


