
// Sociologica
Genealogia del paradigma securitario
A partire dalla seconda metà degli anni Novanta, l’immigrazione comincia sempre più ad essere concepita come fenomeno da controllare, mentre l’immigrato diviene oggetto di controllo sociale. L’appiattimento del senso comune sullo stereotipo pregiudiziale che vede in ogni immigrato un povero e in ogni povero un possibile criminale è il risultato di uno specifico processo storico-sociale di strutturazione delle categorie attraverso le quali percepiamo e rappresentiamo il mondo.
Di quale processo o fenomeno storico questa transizione è il risultato? Quali sono le cause che hanno condotto alcuni attori collettivi a detenere il capitale simbolico necessario a esercitare quel dominio di cui il senso comune è espressione?
Questo libro tenta di rispondere a questi quesiti, cercando di risalire all’origine del fenomeno, a partire dalla crisi delle istituzioni rappresentative e dalla conseguente trasformazione neoliberale del campo politico in un mercato nel quale l’offerta di “sicurezza” corrisponde a una domanda creata ad hoc. L’immigrazione come fenomeno securitario, allora, diviene un fatto sociale totale, un modo per leggere le trasformazioni in atto riguardante la società contemporanea.

// L'Autore
Eugenio Galioto, dottore di ricerca in metodologia delle scienze sociali, come ricercatore si è occupato del rapporto tra illegalità diffusa e politica, del discorso politico securitario, del rapporto tra social media e terrorismo e della comunicazione politica digitale. Ha svolto ricerca presso l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi e con il gruppo Urit del Suor Orsola Benincasa di Napoli. È autore di una serie di capitoli in volumi collettanei e per Ediesse ha pubblicato la monografia Pierre Bourdieu.