Saggi di teoria critica dello sport e dei Giochi olimpici

Questo libro recupera per il lettore italiano alcuni dei più significativi saggi attraverso cui Jean-Marie Brohm ha inaugurato, nella seconda metà del Novecento, il proprio impegno di analisi critica dello sport. Il lavoro del sociologo francese si pone l’obiettivo di allestire una contrapposizione radicale allo sport competitivo e alle modalità di strutturazione moderna del corpo atletico. Brohm denuncia il primato della dimensione commerciale ed industriale dello sport, la sua logica di mercato, la sua componente politica, la sua caratterizzazione ideologica e il suo uso pedagogico. Lo sport è considerato uno strumento che favorisce gli interessi del capitalismo globale, che narcotizza il dissenso nell’intrattenimento spettacolare e che legittima – dietro il paravento della sua neutralità politica – molteplici forme di dominio. Al suo cuore, la logica prioritaria della competizione e della performance di successo, oltre ad alimentare lo sfruttamento economico della pratica, degli eventi, degli atleti e degli appassionati-consumatori, rappresenta una ratifica ideologica delle gerarchie, delle disuguaglianze e delle ingiustizie sociali.

Brohm identifica nelle Olimpiadi, in quanto enorme business, uno dei più estremi utilizzi dello sport come forma di accumulazione ed espansione del capitale su scala mondiale. Inoltre – sentenzia l’intellettuale francese – esse accolgono manovre politiche ed economiche nello scenario globale e tendono ad offuscare, dietro i principi olimpici e l’illusoria idea della coesistenza pacifica tra gli Stati, le dinamiche conflittuali che caratterizzano la geopolitica internazionale.

Ideologia sportiva

Il sistema sportivo in generale appare come un «apparato di coercizione statale», per usare un’espressione di Gramsci, che ha ultimato la funzione di protezione del dominio di classe borghese.

Lo sport, come tutte le altre istituzioni, è mediato dalle strutture dell’apparato di Stato, e ciò significa che esso assume una forma politica (Marx e Engels 1975, p. 90). Lo sport è anche uno strumento dell’egemonia borghese, nel senso di Gramsci del termine, vale a dire è una di quelle armi secondarie dello Stato che consentono a «un gruppo sociale di esercitare la propria egemonia sull’intera società nazionale […] attraverso le organizzazioni così dette private come la Chiesa, i sindacati, i partiti politici, le scuole, ecc.» (Gramsci 1959, p. 30). Quindi, se lo sport, come le suddette istituzioni, è un “apparato dell’egemonia civile” o, per adottare l’espressione di Althusser, un «apparato ideologico statale», anch’esso funziona grazie all’ideologia (Althusser 1971, pp. 121-173). Come?

L’ideologia sportiva, come tutte le ideologie, nasconde la struttura reale dei rapporti di produzione che appare “naturale”. Questa ideologia maschera le relazioni di classe trasformando le relazioni tra gli individui all’interno dell’istituzione sportiva in relazioni materiali tra cose: punteggi, macchine, record, corpi umani trattati come merci e così via (Marx 1976, p. 5).

L’ideologia vorrebbe che gli sportivi e le sportive siano formalmente liberi e uguali, il che giustifica il loro essere classificati in gradi diversi. L’eroe di questa ideologia è il “self-made man” che raggiunge le vette della performance sulla base dei propri meriti e attraverso i propri sforzi: l’avanzamento sociale è possibile, dopo tutto…

L’ideologia dello sport, come ogni ideologia, contribuisce alla riproduzione allargata dei rapporti sociali di produzione.

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Indice

Saggio introduttivo. Sport e teoria critica: note su Jean-Marie Brohm
Luca Bifulco

1. Lo Sport, un apparato ideologico di Stato: la neutralità del campo sportivo
2. L’oppio olimpico
3. I Giochi olimpici e l’accumulazione imperialista del capitale
4. Tesi in direzione di una sociologia politica dello sport
5. Venti tesi sullo sport. La nascita del capitalismo sportivo moderno
Riferimenti bibliografici

Anteprima

Collana:
ISBN: 978-88-31222-86-0
Pagine: 102
Formato: 15 x 21 cm
Jean-Marie Brohm
Jean-Marie Brohm
Saggi di teoria critica dello sport e dei Giochi olimpici

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