Guerra ai migranti

Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo

Quando una persona in movimento diventa un “migrante”? Da questa domanda nasce un’indagine radicale sul potere di nominare, classificare e disumanizzare. Il libro mostra come la figura del migrante non sia un dato naturale, ma una costruzione politica e simbolica: un dispositivo di governo funzionale al controllo della mobilità e alla riproduzione delle disuguaglianze.
La migrazione, lungi dall’essere un’eccezione o un’emergenza, è una costante del capitalismo, che alterna sfruttamento e repressione per mantenere i propri equilibri. La “guerra ai migranti” diventa così parte integrante del sistema neoliberale e neocoloniale: produce clandestinità, erige confini, istituzionalizza il razzismo e segmenta la forza lavoro per governare la precarietà globale.
Decostruire questa figura significa svelare il meccanismo che seleziona chi può muoversi e chi no, chi è libero e chi viene confinato. Perché la guerra ai migranti, in ultima analisi, è una guerra contro la libertà di tutti.

 20,00

Collana:
ISBN: 979-12-5534-098-0
Pagine: 212
Formato: 15 x 21 cm
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