
// Sociorama
Neoliberismo e neoschiavitù nel XXI secolo
Quando una persona in movimento diventa un “migrante”? Da questa domanda nasce un’indagine radicale sul potere di nominare, classificare e disumanizzare. Il libro mostra come la figura del migrante non sia un dato naturale, ma una costruzione politica e simbolica: un dispositivo di governo funzionale al controllo della mobilità e alla riproduzione delle disuguaglianze.
La migrazione, lungi dall’essere un’eccezione o un’emergenza, è una costante del capitalismo, che alterna sfruttamento e repressione per mantenere i propri equilibri. La “guerra ai migranti” diventa così parte integrante del sistema neoliberale e neocoloniale: produce clandestinità, erige confini, istituzionalizza il razzismo e segmenta la forza lavoro per governare la precarietà globale.
Decostruire questa figura significa svelare il meccanismo che seleziona chi può muoversi e chi no, chi è libero e chi viene confinato. Perché la guerra ai migranti, in ultima analisi, è una guerra contro la libertà di tutti.

// L'Autore
Marco A. Pirrone, ricercatore di sociologia generale presso il Dipartimento “culture e società” dell’Università degli studi di Palermo, si occupa prevalentemente di migrazioni internazionali, razzismo, capitalismo e globalizzazione, storia del pensiero sociologico e sociologia dello sviluppo.Tra i suoi testi: Approdi e scogli. Le migrazioni internazionali nel Mediterraneo (2002); Crocevia e trincea. La Sicilia come frontiera mediterranea (2007, a cura); Movimenti, frontiere e fratture mediterranee (2007); Il razzismo in Italia. Società, istituzioni e media (2010, con Michele Mannoia); Mitologia dell’integrazione in Sicilia. Questioni teoriche e casi empirici (2015, a cura); Razzismi, insicurezza e criminalità. Riflessioni teoriche e dati empirici (2019, con Michele Mannoia).