
Per una lettura storica della Commedia
di Mario Alinei
In questo libro l’Autore si oppone alla visione tradizionale di un Dante che sarebbe caduto – chissà perché, proprio alla fine dell’apocalittico 1300 (mentre le strade di Firenze si insanguinavano per l’inizio della guerra civile, che proprio lui, ministro del governo in quel momento, cercherà invano di spegnere) – nella selva del peccato, e in particolare della lussuria (o dell’invidia), della superbia e della cupidigia. E che per scontare i suoi peccati decide di mettere l’universo intero in Inferno, Purgatorio e Paradiso.
L’Autore legge invece la Commedia come l’espressione e la principale testimonianza letteraria di un triplice evento epocale, di importanza fondamentale per l’evoluzione socio-politica e culturale del mondo occidentale: (1) in primo luogo, il successo iniziale, in quella Firenze che era la più rivoluzionaria delle città europee del Medio Evo, dell’emancipazione della borghesia urbana dall’aristocrazia feudale, con tutti i suoi immensi riflessi culturali e ideologici; (2) in secondo luogo, la crisi mortale della borghesia rivoluzionaria, negli anni a cavallo del XIII e XIV secolo, causata dalla schiacciante forza della Chiesa di quei tempi – e quindi, indirettamente, del feudalesimo – in Italia; crisi che porterà ben presto al trionfo delle Signorie e dei Principati, e con essi a quella nuova Italia “umanistica”, così innovativa nella cultura e nell’arte, ma così poco nuova ed “umana”, ed anzi apertamente reazionaria, nella politica; e (3) in terzo luogo, l’inizio di una visione positiva, “borghese”, dell’uomo e del mondo, l’emergere delle prime ‘eresie’ e dei movimenti riformistici della Chiesa, la risposta della Chiesa non solo in chiave repressiva, ma anche con la fine del primato del monachesimo e dell’ideologia del ‘disprezzo del mondo’, e l’istituzione innovatrice dei due ordini mendicanti predicatori, i francescani e i domenicani, che per la prima volta, all’estremo opposto dei monaci che “fuggivano dal mondo”, ora vi entravano per predicare alla gente nella loro lingua vernacolare. E tutto ciò nel contesto messianico, apocalittico e visionario del Duecento, dei profondi fermenti rinnovatori suscitati da Gioacchino da Fiore, e continuati e rinnovati dagli Spirituali francescani. Di tutto questo, Dante è potente e straordinario interprete, oltre che protagonista, impegnato fino a rischiarvi la vita. Sa di essere tale, e altro non chiede che di essere ascoltato.

// L'Autore
Mario Alinei è nato a Torino nel 1926 e si è laureato a Roma, in Lettere e Filosofia, nel 1950. È stato prima Professore Associato, poi Professore ordinario di Linguistica e Letteratura Italiana all'Università di Utrecht, Olanda, dove ha insegnato dal 1959 al 1987. Attualmente risiede a Impruneta. È stato fondatore, nel 1980, della rivista Quaderni di Semantica. Ha fondato con Anton Weijnen, nel 1970, l’"Atlas Linguarum Europae", di cui è stato Presidente dal 1982 al 1998.Autore di circa trecento articoli, tra i suoi principali contributi in ambito linguistico, uno dei più rilevanti è quello della Teoria della Continuità Linguistica, sviluppata nella sua pubblicazione intitolata Origini delle lingue d'Europa, edita dal Mulino in due volumi (il I nel 1996 e il II nel 2000).Gli altri suoi principali libri sono: Dizionario inverso italiano, con indici e liste di frequenza delle terminazioni, Mouton & Co., L'Aja, 1965; Spogli Elettronici dell'Italiano delle origini e del Duecento, FORME, 18 voll., GRAFIA, 2 voll., 1971-1973, il Mulino; Spogli Elettronici dell'Italiano Letterario Contemporaneo, 3 voll., 1978, il Mulino; La struttura del lessico, il Mulino 1974; Lingua e dialetti: struttura, storia e geografia, il Mulino; Dal totemismo al cristianesimo popolare: Sviluppi semantici nei dialetti italiani ed europei, Filologia, linguistica, semiologia, editore Edizioni dell'Orso, 1984; Lingua e dialetti: Struttura, storia e geografia, Collana Studi Linguistici e Semiologici, Il Mulino, 1985; Il sorriso della Gioconda, il Mulino, 2006; L'origine delle parole, Aracne, 2009; Gli Etruschi erano Turchi. Dalla scoperta delle affinità genetiche alle conferme linguistiche e culturali, Edizioni dell'Orso, Alessandra, 2013.