
L’antica arte marziale cinese come attività di prevenzione
Come praticante ed insegnante di Tai Chi ho deciso di incentrare la ricerca sui benefici che questa attività motoria, che consiste in una serie di lenti e rilassati movimenti fisici collegati tra loro in modo fluido e continuo, ha su specifiche patologie che colpiscono il sistema scheletrico come l’osteoporosi e l’osteopenia. Gli studi eseguiti presi in esame mostrerebbero come la combinazione di pratica con l’assunzione di polifenoli del tè verde e l’integrazione di calcio e vitamina D, abbia degli effetti osteo-protettivi diminuendo lo stress ossidativo, aumentando l’attività di enzimi antiossidanti e diminuendo l’espressione dei mediatori proinfiammatori in vari modelli di perdita ossea.
Studi futuri potrebbero dare prove riguardo al valore del Tai Chi come intervento per prevenire e/o rallentare la patologia osteoporotica, fornendo informazioni più dettagliate sulla fattibilità, sul potenziale e sui limiti relativi alla pratica, contribuendo a focalizzare la ricerca sui possibili meccanismi di azione.

// L'Autore
Carmine Iacovella nasce a Napoli il 21 dicembre 1973. Docente di scienze motorie, nel 1997 inizia l’insegnamento del Tai Chi, frequenta corsi di aggiornamento e di formazione presso l’università di Chengdu e Wuhan in Cina ed ottiene la qualifica di Maestro nel 2008. Diviene arbitro internazionale IWuF nel 2010.Nel 2013 acquisisce il terzo livello del Sistema Nazionale delle Qualifiche sportive del CONI Scuola dello Sport e nel 2014 viene insignito dell’onoreficenza sportiva della Palma di Bronzo al merito tecnico del CONI; nello stesso anno è convocato ad arbitrare il 1st World Tai Chi Championship IWuF nella Repubblica Popolare Cinese. Dal 2015 al 2017 è stato membro della Commissione Tradizionale di Arti Marziali Cinesi in seno alla Federazione Internazionale IWuF riconosciuta dal CIO.