
Una vita immeritatamente non felice ma che ugualmente deve essere vissuta
In qualità di apprendista scrittore, come amo definirmi, ho deciso di intraprendere e portare a compimento questa mia autobiografia,trattando le più importanti mie vicissitudini in ambito della vita pubblica e privata,arricchendola di riferimenti di altri autori provetti al fine di far comprendere ai lettori ed alle lettrici, con tono sobrio ed avvolgente l’interrogativo perenne, da dove veniamo, chi siamo e dove andiamo. All’uopo cerca l’approfondimento su diversi temi, essenziali e/o più o meno comuni delle nostre vite per ognuno di noi, come la famiglia, il lavoro, l’amicizia, la politica, la cultura, la libera muratoria, la trasgressione, il dolore, la morte. Con altrettanta dedizione descrive i luoghi,i personaggi, gli aspetti generali e particolari dell’epoca. Cerca di spiegare i suoi pensieri, motivare le sue scelte, lasciando molta partecipazione e riflessione a tutti quei potenziali suoi estimatori. Si sottolinea più volte nel corso dell’elaborato il perché della preferenza del “Lunedì”, e del sottotitolo ampiamente giustificato secondo l’autore.
Si conclude, auspicando che ognuno delle lettrici e dei lettori, sulla scia dell’autore in erba, possano raccontare la storia delle loro vite, se hanno vissuto emozioni profonde, e disposti a narrarle con sincerità ed ironia come nel tentativo di questo neofita .Si suggerisce, per una visione completa tout-court del testo, ai lettori di prendere in esame l’indice e la bibliografia, per rendersi conto dell’impegno che ha richiesto questo mio primo lavoro e spero, non ultimo, cosi da far comprendere ai potenziali acquirenti, lettori in erba od onnivori, di intraprendere iniziative personali in campo autobiografico o altro secondo vostre attitudini, perché volere è potere, che il mio esempio sia anche da stimolo per tutti voi.