
L’uomo desidera salute e salvezza, felicità e giustizia per tutti. La sproporzione fra le precarie fatiche dei mortali e lo scacco minacciato e imposto dal male, ci invita a pregare il nostro Alleato, confidando in lui quale garante del compimento delle attese nostre e del cosmo intero. Dio desidera essere invocato e sollecita l’alleato umano a offrigli lodi e a presentargli motivi di sofferenza, protesta, supplica. Troviamo nei Salmi biblici un repertorio di questa relazione delicata e creativa, in cui viene onorato il Dio di liberazione e in tal modo ci si “prende cura” di lui, che ha scelto di assumere il nostro dolore per redimerlo. Nel farsi persona per noi, Dio si lascia “toccare” dalla voce e dai gesti di chi gli chiede e offre aiuto, nella speranza che presto sia vinto anche l’ultimo nemico: la morte.

// L'Autore
Paolo Marino Cattorini, bioeticista clinico, counselor filosofico presso l’Istituto ISFIPP di Torino e studioso di teologia del cinema, ha scritto Teologia del cinema (2020), Aver cura di Dio. Un’etica per resistere al male (2022) e Perché il male (2023). È stato componente del Comitato nazionale per la Bioetica.