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Una delle ragioni per approfondire la ricerca su militari e politica nel dopoguerra attiene alle relazioni che si instaurano tra le élites politiche e militari nel ciclo di vita dei regimi democratici. Lo scopo del volume è di indagare empiricamente questo specifico ambito che rinvia al rapporto tra i governi alla guida del paese, le formazioni che presidiano l’arena parlamentare e la loro capacità di raccogliere e trasformare le domande dei militari, come di altri gruppi sociali, in decisioni politiche.
Oggetto dell’indagine sono il profilo rappresentativo e sociografico della Commissione difesa della Camera dei deputati, istanza tra le più coinvolte nei processi decisionali di settore, e le decisioni attinenti alla sicurezza militare del paese assunte in Parlamento nel periodo 1948-1976. L’analisi si concentra in seguito sulle politiche varate per il personale di carriera delle Forze armate mettendo in luce l’offerta di rappresentanza, le modalità di decisione e la partecipazione dei partiti all’approvazione delle proposte di legge. L’ultima parte del volume rileva il passaggio cruciale nei rapporti fra Forze armate e società rappresentato dal riconoscimento dell’Obiezione di coscienza per la quale ricostruisce i processi decisionali della legge Marcora (1972).
€ 13,00
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