
Dal De Profundis al Totentanz
Vita e musica, in Liszt, sono legate da un filo invisibile. La musica, “arte insieme divina e satanica che più di ogni altra induce in tentazione”, è vista come missione e aspirazione ultima dell’uomo, eterna ricerca e sperimentazione volte allo svelamento del mistero della divinità e come atto d’amore e di fede. Il compositore stesso fu, durante tutta la vita, alla ricerca della sua pura essenza e il suo gigantesco lascito musicale contiene, di conseguenza, «una ricchezza, una trasformazione e una coerenza impressionanti».
Un interessante tracciato di composizioni affini, con tutte le loro differenti versioni, è quello del De Profundis/Totentanz, che ricopre ben due terzi della sua esistenza. Tramite l’analisi di queste opere, accompagnata da concetti fondamentali relativi alle esperienze di Liszt e dagli avvenimenti del mondo circostante, si cerca di ricostruire la mentalità del compositore e la sua stessa percezione del mondo.

// L'Autore
Pier Carmine Garzillo (Napoli, 1995) si è diplomato in Pianoforte al Conservatorio di Musica di Avellino e laureato in Musicologia all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e in Interpretación Musical e Investigación Performativa all’Universidad Alfonso X El Sabio di Madrid. Dotato di «quel cantabile e quell’affondo del tasto che lo mostrano pretto erede dell’insegnamento di Vincenzo Vitale» (Paolo Isotta) e considerato «un pianista che può affrontare qualunque opera con ingegno e destrezza» (Akemi Alink), è risultato vincitore in importanti competizioni pianistiche internazionali, tra le quali: Compositores de España (Madrid), César Franck (Bruxelles), Sigismund Thalberg (Napoli), Pianotalents (Milano). Docente di Pratica e Lettura Pianistica presso il Conservatorio “P. Mascagni” di Livorno, e di Pianoforte presso l’Accademia J.S. Bach di Aversa.