Le politiche fiscali e di bilancio e le conseguenze economiche e sociali del debito pubblico


ISBN: 978-88-99565-82-4
Pagine: 56
Formato: 15 x 21 cm

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La crisi economica italiana viene spesso minimizzata o ignorata dai nostri governanti. Se però, esaminiamo con attenzione i numeri dei dati ufficiali degli Organi dello Stato, possiamo rilevare una situazione allarmante.
Abbiamo un debito pubblico talmente alto, che da tempo ha bloccato gli investimenti sulle attività produttive, ha rallentato la crescita del PIL, ha provocato un’alta pressione fiscale, nonché un crescente divario economico e sociale, tra ricchi e poveri. Gli effetti perversi del debito pubblico vengono ignorati da quasi tutti gli schieramenti politici. Addirittura pretendono dall’Unione Europea maggiore flessibilità sui deficit di bilancio. Evidentemente non conoscono bene a quali conseguenze si va incontro. Non si rendono conto che la rovina più grande, con il concorso di altre varie anomalie, proviene proprio dal debito pubblico. Il fatto più grave si concretizza con la sproporzionata convenienza della destinazione dei risparmi su di esso. Le Istituzioni hanno la possibilità e soprattutto il dovere di porvi rimedio. Basterebbe la corretta attuazione della costituzione, per applicare la necessaria progressività delle imposte e sfruttare adeguatamente la capacità contributiva dei cittadini facoltosi, per pareggiare il bilancio dello Stato, onde bloccare e ridurre il debito pubblico. Con tali interventi ed altri indicati in questo scritto, sarebbe possibile la ripresa di un sano sviluppo economico, con più equità e meno ingiustizie.

Versione

Prefazione
1. Il bilancio dello Stato
2. Il sistema tributario
3. Il PIL (Prodotto Interno Lordo)
4. L’onerosità dei compensi
5. La criminalità, la corruzione e i controlli
6. Il risparmio e gli investimenti
7. Il debito pubblico