
Il patto russo-tedesco e l’antifascismo italiano
Il 23 agosto 1939 la Germania di Hitler e l’Unione Sovietica di Stalin firmano il Patto Molotov-von Ribbentrop, sancendo la rottura con le democrazie occidentali, ora considerate nemico comune. Solo un anno prima, però, queste ultime avevano siglato con Hitler l’Accordo di Monaco.
La firma del Patto provoca sconcerto nell’antifascismo europeo, soprattutto tra socialisti e comunisti, generando una profonda frattura: i primi lo condannano, i secondi lo accettano senza critiche.
Per quasi due anni le due anime dell’antifascismo si confrontano duramente, fino al 22 giugno 1941, quando l’invasione nazista dell’URSS ricompone l’unità d’azione, cancellando le divergenze e concentrando gli sforzi sulla sconfitta dei fascismi e sulla costruzione di un’Italia democratica.
Il libro indaga come l’antifascismo italiano in esilio in Europa e nelle Americhe reagì a quello che fu definito un “abbraccio mortale” tra i due leader dei totalitarismi europei.

// L'Autore
Pietro Rinaldo Fanesi, si occupa di emigrazione economica e politica e di esilio italiano nelle Americhe, nonché della storia del movimento democratico nelle Marche e in Italia. Già professore a contratto di Storia e Istituzioni delle Americhe presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Camerino, ha pubblicato, tra gli altri, i seguenti volumi: Garibaldi nelle Americhe. L’uso politico del mito e gli italoamericani (Gangemi, 2007), Un Oceano tra le Italie. L’Unità d’Italia e gli italiani al Plata nel secolo XIX (Rubbettino, 2011) e Gli ebrei italiani nelle Americhe dopo le leggi razziali del 1938 (Nova Delphi, 2021).