La diplomazia dell’equilibrio

Aldo Moro e la dimensione euromediterranea della politica estera italiana

Il volume ricostruisce la politica estera posta in essere da Aldo Moro negli anni in cui fu ministro degli Esteri (1969-1974), con particolare riferimento alla linea diplomatica adoperata dinanzi al terzo e al quarto conflitto arabo-israeliano, nonché nei rapporti con la più importante delle ex colonie italiane: la Libia di Gheddafi.

Il testo si propone di individuare e delineare i tratti essenziali della visione politica e internazionalista di Aldo Moro, al fine di comprenderne l’applicazione pratica nel campo delle relazioni internazionali – in particolare con i Paesi mediorientali e della sponda meridionale del Mediterraneo – e di analizzarne continuità, rotture e novità rispetto all’impostazione della politica estera dell’Italia repubblicana inaugurata nel secondo dopoguerra da De Gasperi e Sforza e modellata successivamente da altre personalità di spicco della storia politica italiana, tra queste: Gronchi, Mattei e Fanfani.

1. Il Medio Oriente in fermento: una breve contestualizzazione

Prima di procedere a quella che si pone l’obiettivo di essere un’analisi della strategia diplomatica e, più in generale, della politica che Aldo Moro adoperò nel complesso teatro mediterraneo a partire dall’estate del 1969 fino all’autunno del 1974 (salvo la parentesi Medici) è necessario fornire un chiaro quadro degli eventi internazionali che precedettero e in seguito condizionarono il lavoro del ministro degli Esteri italiano, nonché il suo progetto per la sicurezza e la pace del Mediterraneo. Due furono, in particolare, le questioni che impressero un significativo mutamento alle dinamiche del sistema internazionale nella cornice bipolare della Guerra Fredda: l’avvio della distensione tra le due superpotenze con la cosiddetta “diplomazia triangolare” di Kissinger ed il riacutizzarsi, dopo il 1956, delle tensioni mediorientali con lo scoppio, nell’arco di sei anni, di due nuovi conflitti arabo-israeliani e la chiusura del Canale di Suez.

Proprio la crisi di Suez, nell’autunno del 1956, rappresentò per l’Italia uno snodo cruciale per l’avvio di una vera politica mediterranea che fino ad allora si era limitata ad essere mera politica di presenza a causa sia dei limiti derivanti dallo status di media potenza al quale il nostro Paese si vide relegato all’indomani dell’umiliante Trattato di pace del 1947, sia dei vincoli che comportava la membership all’Alleanza Atlantica. La fallimentare campagna d’Egitto, della quale si resero protagoniste Francia e Regno Unito, significò un’opportunità unica per dare nuova linfa all’immagine e al ruolo dell’Italia nel Mediterraneo. Il rigido intervento statunitense in favore del ritiro delle truppe francesi e britanniche dal Canale di Suez a seguito dell’aperta condanna dell’intervento militare da parte di Krusciov – che minacciò l’utilizzo di missili sovietici e l’invio di volontari a sostegno della causa arabo-egiziana – ebbe come conseguenza un inevitabile ripiegamento di Londra e Parigi dal bacino orientale del Mediterraneo, dove l’unica garanzia di tutela che poteva essere offerta ad Israele ed agli altri Stati arabi moderati rimaneva quella americana. Washington, da parte sua, non poté far altro che rivalutare la potenziale funzione di cerniera mediterranea di Roma – anche in virtù di una comune linea anticolonialista che univa i due alleati transatlantici -rimasta, di fatto, unico affidabile bastione della NATO nella regione.

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Indice

Abbreviazioni e sigle
Ringraziamenti
Prefazione
Introduzione

I. L’Italia repubblicana del secondo dopoguerra: tra atlantismo ed europeismo (1947-1968)
1. Dal trattato di pace alla formula del centrismo
2. Dal “neoatlantismo” al centro-sinistra

II. La visione politica di un giurista cattolico
1. Gioventù e formazione politica
2. La “pace nella sicurezza”. Ideali, pilastri ed obiettivi della politica estera morotea
3. Il “terzo cerchio” mediterraneo

III. Mediterraneo inquieto (1967-1974)
1. Il Medio Oriente in fermento: una breve contestualizzazione
2. Il governo Moro di fronte alla Guerra dei Sei Giorni: un primo approccio alla questione arabo-israeliana
3. Moro alla Farnesina: la “prima” diplomazia mediterranea di fronte alla complessa crisi mediorientale (1969-1972)
4. Yom Kippur, crisi petrolifera e tentativi di “dialogo euro-arabo”: l’ultima fase della politica mediorientale morotea (1973-1974)

IV. Aldo Moro e la Libia di Muhammar Gheddafi
1. L’espulsione della comunità italiana e la crisi delle relazioni italo-libiche
2. Il rilancio del dialogo e il nuovo corso della “special relationship” italo-libica

Conclusioni

Fonti d’archivio

Raccolte di documenti editi

Bibliografia

Indice dei nomi

Anteprima


ISBN: 978-88-31222-99-0
Pagine: 198
Formato: 15 x 21 cm
pm edizioni - autore
Leonardo Gnisci
978-88-31222-99 La diplomazia dell'equilibrio

La diplomazia dell’equilibrio

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