Kasimir Morski. Il canto dell’Autunno d’oro

Dai racconti di un musicista venuto da Est

Erede della grande tradizione musicale dell’Otto-Novecento, Morski impersona l’artista tra due epoche e due mondi; nato all’inizio della II Guerra mondiale tra le drammatiche vicende di un Paese invaso da due potenze straniere, egli si profila musicista “d’oggi e d’altri tempi”.

Costante è il retaggio della sua Slesia così come la forza della rinascita altrove nel mondo, tra Est e Ovest. Oltre al pianista, al direttore, al docente, appare l’osservatore della storia e l’ammiratore di bellezze naturali e artistiche: “la musica è tutto ciò che ci circonda”, la sua via “è difficile e senza fine”. Tali la sua vita e la sua musica, tale il segreto di memorabili interpretazioni evidenziate da recensioni che a volte assumono lo spessore di pagine letterarie. Morski affronta svolte esistenziali pronto alla sfida con se stesso, dalla carriera di direttore d’orchestra al duplice ruolo di solista e direttore nei concerti più complessi, da Chopin, Liszt, Rachmaninov a Prokf’ev.

La sua riflessione si addentra in questioni musicali etico-estetiche così come nell’ambito dell’aneddoto mantenendo pur sempre quel naturale riserbo che lo avvicina al suo Chopin: con “una stupefacente nostalgia”, “sino a rasentare l’inedito”, “tra il rigore, la trasparenza occidentale e la poesia tormentata degli slavi: lo si dirà”. Accanto ad alte personalità compaiono nel suo ricordo amici, allievi che ne testimoniano l’energia e la dedizione.

Il lungo dialogo con Claudia Colombati narra le luci ed ombre del viaggio di una vita; vi trapela lo splendore degli autunni patrii, il canto dell’“Autunno d’oro”.

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ISBN: 979-12-5534-038-6
Pagine: 679
Formato: 17 x 24 cm
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