
di Antonella Casazza e Roberto Lupo
Il fenomeno delle frodi IVA è stato definito, da una recente e autorevole inchiesta di giornalismo investigativo, come la più “grande rapina” del secolo. I rappresentanti di Europol hanno stimato, già 10 anni fa, in 40-60 miliardi di euro la perdita annuale di gettito IVA negli Stati membri a causa delle frodi all’IVA intracomunitaria, spesso imputabili a veri e propri gruppi criminali organizzati. La Corte dei conti europea, nel 2015, lamentava l’assenza di una strategia integrata a livello dell’UE per condurre indagini e contrastare tali minacce. Ora, però, scenderà in campo la Procura europea che avrà il compito di contrastare, tra gli altri, i più gravi fenomeni di evasione di IVA intracomunitaria ovvero quelli inseriti in sistemi fraudolenti che coinvolgono quantomeno due Stati membri e che comportano un mancato gettito IVA almeno pari a 10 milioni di euro. L’istituzione della Procura europea, che nel corso del 2021 diverrà pienamente operativa, è una novità epocale destinata a rivoluzionare completamente il contrasto ai più gravi reati lesivi degli interessi finanziari dell’Unione europea. Fra questi reati, le frodi IVA, non solo per dimensioni e diffusione del fenomeno, rappresentano la più grande sfida del nuovo assetto ordinativo ed istituzionale.
Al fine di contrastare le frodi in materia di imposta sul valore aggiunto, il Legislatore – sia europeo che nazionale – da una parte, e la giurisprudenza, dall’altra, si sono fatti carico di introdurre strumenti di prevenzione e repressione del fenomeno, a livello amministrativo e penale.
Muovendo dal disconoscimento del diritto alla detrazione da parte del cessionario consapevolmente partecipe al meccanismo fraudolento e dall’introduzione di forme di solidarietà passiva a suo carico, il Legislatore nazionale ha introdotto deroghe all’ordinario meccanismo applicativo dell’IVA (reverse charge) nonché specifici oneri comunicativi in capo agli operatori economici.
Il riferimento è, in particolare, all’articolo 21 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 che ha introdotto nel nostro ordinamento l’obbligo di comunicazione telematica, dapprima, delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a 3.000 euro (“spesometro”), poi, dal 2017, dei dati analitici di tutte le fatture emesse e di quelle ricevute e registrate.
Da ultimo, sempre con l’intento di aumentare la capacità di prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale, in generale, e delle frodi IVA, in particolare, con la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (legge di bilancio 2018) è stato introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato.
Per effetto dell’entrata in vigore della fatturazione elettronica, l’obbligo comunicativo di cui all’art. 21 d.l. n. 78/2010 è stato abolito ed è stato introdotto un nuovo adempimento comunicativo relativo ai dati identificativi delle operazioni di cessione di beni e prestazione di servizi transfrontaliere (c.d. “esterometro”).
// Gli Autori
Antonella Casazza, Colonnello della Guardia di Finanza, ha cominciato la sua carriera nel Corpo nell’anno 2000. Nel tempo, ha prestato servizio presso il Comando Generale, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, il Nucleo Speciale Anticorruzione, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Perugia. Laureata con lode in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Salerno e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria presso l’Università Tor Vergata di Roma, ha conseguito il master in Diritto Tributario internazionale presso l’Università LUMSA di Roma ed ha frequentato, nel biennio 2018/2020, il 47° Corso Superiore presso la Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.
// Gli Autori
Roberto Lupo, Tenente Colonnello della Guardia di Finanza, si è arruolato nell’anno 2001 e nel corso della carriera ha prestato servizio presso reparti operativi in Campania, Sicilia e Lazio. Attualmente è il Comandante del Gruppo Investigativo Criminalità Economico-Finanziaria del Nucleo di Polizia Economico Economico-Finanziaria di Milano. Laureato con lode in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e in Economia e Management presso l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, ha conseguito due master in diritto tributario internazionale (uno presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione e l’altro presso l’Università LUMSA di Roma) ed ha frequentato, nel biennio 2018/2020, il 47° Corso Superiore presso la Scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.