Tasselli di rabbia

I giovani e la violenza diffusa: una ricerca tra i ragazzi del circuito penale minorile

La violenza sembra essere il linguaggio più in uso tra i giovani. La cronaca ci riporta episodi gravissimi di aggressioni e pestaggi tra i ragazzi. Perché tanta violenza? Perché tanta rabbia? Davvero la violenza è l’elemento che caratterizza le nuove generazioni?

Una ricerca condotta dagli operatori dell’USSM di Palermo, in collaborazione con il DSS42 dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo, analizza il fenomeno relativamente alla Sicilia occidentale, indaga sulle cause possibili, suggerisce ipotesi di interventi di prevenzione e di trattamento ma, soprattutto, intende promuovere un dibattito utile alla individuazione ed alla messa in atto di politiche sociali, finalmente, adeguate ed efficaci.

1.2.3. Cenni su adolescenza, aggressività, violenza

Qualsiasi ragionamento in questo campo non può, però, mescolare e confondere termini che non sono sinonimi, come aggressività e violenza, né dare per scontato che si tratti di categorie esclusivamente individuali o, peggio ancora, psichiatriche. Infine vale la pena rimarcare che la violenza può essere fisica, psicologica, diretta, assistita, online, etero diretta ed auto diretta, intrafamiliare, ecc.

L’aggressività, ad esempio, è per molti autori un fattore che ogni giovane ha fisiologicamente bisogno di utilizzare per diverse ragioni: autoaffermarsi in un contesto nuovo, negare aspetti di passività che possono terrorizzarlo, staccarsi dal mondo infantile (dove spesso i genitori tendono ancora a relegarlo). Se il processo di separazione-individuazione rappresenta una sorta di lutto evolutivo, d’altronde l’espressione diretta dell’aggressività produce, nei casi più complessi, dei passaggi all’atto che stanno al posto del pensare (Nicolò, 2018). Spesso non è facile, soprattutto agli esordi di comportamenti problematici distinguere tra forme adattive e altre più disfunzionali e «il comportamento trasgressivo può costituire, quindi, sia una modalità di accesso al ruolo sociale e psicologico di adulto, sia un segnale di difficoltà evolutiva, assumendo un senso più propriamente antisociale» (Maggiolini, 2004, p. 267).

Si entra in un campo diverso quando si decide di utilizzare la categoria della violenza. In questo caso è utile riprendere la concettualizzazione di De Leo (1990) che ne parla come di un costrutto ad alta capacità comunicativa, una definizione che già contiene in nuce l’idea che ci si trovi all’incrocio tra fattori biologici, psicologici, sociologici, culturali. La violenza, almeno nell’accezione che stiamo prediligendo, si caratterizza comunque come espressione di una sofferenza, di una processualità interpersonale «l’azione violenta, in questo caso, nelle anticipazioni del suo autore, come unica possibilità di sblocco, come unica, estrema soluzione a un processo vissuto in termini di ineluttabilità. In altri casi […] si configura come tentativo estremo di bloccare un’evoluzione vissuta in termini di catastrofe psicologica e relazionale» (De Leo, Patrizi, 1992, p. 107).

Varie le cause del malessere che possono stare dietro alcuni comportamenti (non accettazione delle norme di convivenza sociale, condotte rischiose per sé e gli altri, scarso senso di responsabilità e consapevolezza): patologie dei caregivers, forme di abuso e trascuratezza, stili di attaccamento disorganizzato e disarmonici, traumi soggettivi, instabilità dei contesti di riferimento, mancato apprendimento di gestione emotiva e delle dinamiche tipiche del rimorso.

Rassegna stampa

I giovani e la violenza diffusa

 20,00

Indice

Prefazione
Cura dei giovani e nuovi bisogni di salute
Giuseppe Termini

Introduzione
Osservare, porsi domande, cercare risposte
Salvatore Inguì

Capitolo 1
Il mondo adolescenziale e la violenza
Martino Lo Cascio

Capitolo 2
La notte è fitta e sorda, l’acqua profonda
Daniele Catalano

Capitolo 3
I focus group con gli operatori dell’USSM
Martino Lo Cascio

Capitolo 4
Un modello di intervento nei Servizi della Giustizia Minorile. Il programma I-MAP (Individual Managing Anger Program)
Adriana Ragusa

Capitolo 5
Ragazzi che non vedono futuro
Alessandra Votino

Conclusioni
Dai tasselli al… mosaico

Postfazione
La pratica della ricerca-azione
Cira Stefanelli

Appendice
Questionario monitoraggio agiti violenti

Gli autori

Collana:
ISBN: 979-12-5534-024-9
Pagine: 184
Formato: 15 x 21 cm
Salvatore-Inguì
Salvatore Inguì
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