
// Le n(u)ove muse
Nelle prospettive recenti degli studi musicologici è frequente il tentativo di ricostruire gli sviluppi del linguaggio musicale attraverso la attenta disamina del repertorio dei più importanti autori del periodo oggetto di osservazione. Del tutto originale, però, è l’impostazione del presente lavoro, che rinviene interessanti tracce dell’evoluzione stilistica e formale della Scuola Napoletana nel confronto tra Fedele Fenaroli e Domenico Cimarosa. Maestro e allievo, i due musicisti furono partecipi della stessa realtà culturale, pur avendo interpretato diversamente il proprio ruolo: il primo è ricordato come il più grande didatta del suo tempo, il secondo come il padre dell’opera buffa napoletana.
L’analisi delle rispettive composizioni, e in particolare delle Sonate per strumenti a tastiera scritte da entrambi, mette in luce aspetti di continuità e di innovazione nelle rispettive produzioni. Fenaroli formò in Cimarosa la consapevolezza armonica e gli trasmise la precisione e il rigore nella gestione delle linee melodiche. Questi strumenti teorici furono poi sviluppati dal Compositore aversano grazie alla rara sensibilità musicale che lo contraddistingueva.
Secondo le parole di Fétis, Fenaroli ha composto la sua musica con “tradition et sentiment”. Cimarosa ha enfatizzato e sviluppato questa concezione, come appare evidente nell’idea, più volte espressa, secondo cui “il segreto della mia musica risiede nel cuore”. Siamo così dinanzi ad uno snodo cruciale della Scuola Napoletana, e, forse, anche in presenza del passaggio dalla musica antica a quella moderna.

// L'Autore
Fabio Dell’Aversana è docente di Diritto e Legislazione dello Spettacolo presso i Conservatori di Musica di Cesena, Frosinone, Piacenza e presso gli Istituti Superiori di Studi Musicali di Livorno e Terni. Ha altresì insegnato Tecniche del Linguaggio Televisivo al Conservatorio di Venezia.Svolge l’incarico di tutor e di docente nell’ambito del Master di Primo Livello in Comunicazione e Management delle Imprese culturali, organizzato dal Conservatorio di Musica di Napoli “San Pietro a Majella”. Presso quest’ultimo Conservatorio ha conseguito, magna cum laude, i Diplomi Accademici di Primo e Secondo Livello in Pianoforte. Recentemente è stato invitato ad esporre i risultati della sua ricerca sulla Scuola Musicale Napoletana nell’ambito di un seminario organizzato dal Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Musica di Frosinone “L. Refice”.Accanto agli studi musicali ha coltivato la passione per il diritto, conseguendo con lode la Laurea Magistrale in Giurisprudenza e il Dottorato di Ricerca in Diritto Pubblico e Costituzionale presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.È autore di una monografia intitolata Le libertà economiche in Internet: competition, net neutrality e copyright (Casa Editrice Aracne, Roma, 2014) e curatore del Manuale di diritto delle arti e dello spettacolo (Casa Editrice Aracne, Roma, 2015). È fondatore e presidente della Associazione Amici del Conservatorio di Musica di Napoli “San Pietro a Majella” e della Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo (SIEDAS).