
// Le n(u)ove muse
Per armonica, violino, coro femminile, voce e orchestra sinfonica bit 0.1
Esiste nella storia musicale del pianeta Terra una musica senza bugie? Esiste una teologia fuori dalle immagini create dagli umani? In virtù della mia vita terrena che ho scelto, tagliando via rami secchi e rinunciando ai modelli di comodo, dico: solo se scrivi musica oltre il limite del tempo presente si manifesta la verità legata per via naturale alla speranza.
Allo stesso modo, se la teologia di qualsiasi religione, ha un volto, non si vede la luce del proprio Dio che esiste di per se stesso.
Questo concerto, scritto in una forma aperta nella scelta dei simboli, degli strumenti, dell’orchestrazione umana/umanoide e degli interpreti umani, non è vittima delle tendenze “tutti uguali” e “formalmente perfetti al passo coi tempi”.
Per il contenuto nella trama dell’argomento e del soggetto ispiratore, appartiene alla costellazione del sensibile, fatto di melodie ispirate perché legate a quei momenti in cui dicevo a me stessa: «io e te dobbiamo credere allo spirito».
In antitesi con chi si adatta a questo mondo temporale esistente umano, la mia speranza è che questa musica possa superare la stessa barriera della morte e che l’arte musicale si riprenda il marchio di immortalità consegnata all’esistenza umana.

// L'Autore
Antonella Barbarossa è nata e vive in Italia. Didatta del pianoforte, organista, direttrice d’orchestra, compositrice, filosofa e missionaria in Calabria, dove per scelta,assume la docenza di pianoforte al Conservatorio di stato di Cosenza nel 1976. Nel 1991 diviene direttore del Conservatorio di Vibo Valentia sino al 2013; nel 2003 è fondatrice del politecnico internazionale “Scientia et Ars” per la specializzazione in tecnologia del suono. In campo organistico ha eseguito in concerti pubblici l’opera integrale di Bach, Franck, Liszt e Messiaen, e in prima assoluta per la RAI e festival internazionali, composizioni d’autori contemporanei. È risultata vincitrice del primo premio al Concorso internazionale organistico di Roma nel 1981, e finalista al Concorso Internazionale di Lipsia per lo stesso strumento.È nobile dama templare del supremo consiglio dell’Ordo templi Hierosolimitany-Equites templares, consigliere della fondazione cassa di risparmio di Calabria e di lucania e esperta MIUR dell’accademia di belle arti di Catanzaro. Tra le sue opere più significative in qualità di compositrice: Concerto per bandoneon e orchestra, Fantasia religiosa per orchestra sinfonica, La musica del tramonto per violino e orchestra, Amor servi per flauto e violino, Teorema uno studio su Phytagoras. Gli ultimi lavori sono Ad Honorem Bartok per tastiere e l’Inno internazionale dei Cavalieri Templari per soli, organo, coro e orchestra. In campo organistico ha eseguito in concerti pubblici l’opera integrale di Bach, Franck, Liszt e Messiaen , e in prima assoluta per la RAI composizioni d’autori contemporanei.