Gioco d’azzardo e criminalità

di Luciano Parodi, SavonaNews

Il criminologo nella sua annuale “La Geografia del Crimine” si è soffermato anche sull’aumento delle denunce per gli scippi e i reati contro il patrimonio, focalizzandosi anche sul disagio minorile.

Con l’eloquente titolo “La Spezia, Liguria. La geografia del crimine, Stefano Padovano, criminologo docente all’Università di Genova e alla Cattolica di Milano, ma soprattutto impegnato nella supervisione degli operatori sociali e degli utenti beneficiari, oltre che nella formazione professionale, è autore con la ligure PM edizioni, di una nuova ricerca nel campo della delittuosità locale.

Infatti, è in coincidenza con la fine del 2023 che, come ogni anno, vede la luce il rapporto su sicurezza e criminalità in Liguria. Si tratta della diciottesima edizione e consente di tratteggiare un quadro generale sulla criminalità e la sicurezza percepita, attraverso l’elaborazione delle statistiche raccolte dalle Prefetture locali e convalidate dal Ministero dell’Interno.

A detta dell’autore, anche in questa circostanza è necessario assumere una posizione prudente sul piano dell’elaborazione metodologica poiché non tutti i reati affiorano con precisione dalle statistiche ufficiali come invece avviene per altri, meglio identificati nelle fattispecie indicate nelle tabelle ministeriali.

A quali miglioramenti si riferisce?

“Studiare la diffusione dei comportamenti illegali, individuarne le connessioni tra i fattori che li determinano (contesti territoriali, coorti di età, classi sociali, livelli di istruzione e altre variabili), interpretare le ragioni degli autori e le eventuali predisposizioni delle vittime, faciliterebbe l’analisi degli aspetti socio-criminologici su cui dovrebbero ergersi le più adeguate azioni di contrasto e trattamento. Il complesso fenomeno della violenza di genere, quello che dal senso comune viene descritto con una molteplicità di termini: violenza sessuale, familiare, molestie, fino allo stalking, ai maltrattamenti ad adulti e minori, passando per la diffusione illecita di dati e immagini personali conosciuta come revenge porn, è quello che insieme ai reati più ascrivibili alle forme di criminalità organizzata (l’usura, i danneggiamenti, gli incendi, le estorsioni fino alla produzione e lo spaccio di stupefacenti) difficilmente rispecchia i dati ufficiali perché la corrispondenza con un incidente numero di reati non denunciati è maggiore che per altre tipologie”.

E la realtà savonese in quale stato versa?

“Sul piano statistico la città di Savona registra un aumento delle denunce degli scippi, che nel 2022 raddoppiano rispetto all’anno precedente, mentre i borseggi marcano il segno +30%, mentre rimangono stabili le denunce riferite ai furti in abitazione. Nel resto della provincia aumentano i furti in abitazione del +20% e della stessa proporzione i reati contro il patrimonio: di auto, di ciclo e motocicli. Occorre tenere alta l’attenzione sugli adolescenti: pure differenziando sintomi e inquietudini in base alla frequenza dei diversi ambiti scolastici, colpisce l’allentamento delle differenze tra chi frequenta un indirizzo liceale da uno tecnico o professionale. Le distanze si riducono, ma non nella direzione di un’uniformità a-problematica. Al contrario, verso la condivisione del disagio, come quando quasi 4 studenti su 10 affermano di fare uso di droga due o tre volte la settimana, quando ammettono in un caso su tre di essersi fatti carico delle fragilità di uno o entrambi i genitori, di commettere reati di strada in gruppo e da soli se portatori di disturbi legati all’apprendimento o a fenomeni oppositivo-provocatori. Sul piano operativo, in una provincia che conta poco meno di 260.000 residenti esistono delle realtà”. sociali di pregevole spessore.

Alcune di queste quali sono?

“Secondo me è del paradosso che è più importante parlare. Infatti il punto è che quando si riscontrano esperienze operative importanti, chessò nella prevenzione del disagio minorile o nella mediazione dei conflitti si assiste a un capovolgimento dei ruoli, cioè è come se il Terzo Settore si sostituisse al servizio pubblico. Non è più il servizio pubblico che da committente progetta e chiede un intervento ad associazioni e cooperative, ma sono queste ultime che tendono a progettare, costruire, cercare fondi se non insieme addirittura prima di chi è titolato a farlo”.

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